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Il Governo ha inserito nel decreto fiscale un condono tombale: un evidente favore agli evasori, un regalo a chi non ha mai pagato le tasse, un incoraggiamento a continuare a farlo. Quelli che gridavano ‘onestà’ hanno redatto un provvedimento che prevede la diminuzione dei controlli anti-riciclaggio ed elude le norme contro la criminalità organizzata.
Il tetto di 100.000 euro di cui si è discusso è nei fatti molto più esteso perché i 100mila euro non sono quantificati in totale, ma per ogni per singolo tributo e per ogni periodo di imposta: in pratica si potranno ottenere condoni per cifre superiori al milione di euro.
Inoltre l’Agenzia delle Entrate potrà fare controlli soltanto ai contribuenti che ricorrono della sanatoria. Insomma, gli evasori saranno lasciati andare, mentre tutti i controlli si concentreranno sui cittadini onesti.
Il comma 9 dell’articolo 9 prevede la non punibilità per alcuni reati tributari e anche per gravi reati (previsti dal 648-bis, 648-ter, 648 ter1 del codice penale) come il riciclaggio, l’autoriciclaggio e l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (con l’eccezione di terrorismo e analoghi). A evitare le sanzioni penali saranno non solo i contribuenti colpevoli di dichiarazione infedele e occultamento di documenti contabili, ma anche coloro che commettono il reato più grave di dichiarazione fraudolenta.
Chi non ha denunciato i redditi, potrà mettersi in regola versando un’imposta sostitutiva del 20% sul maggior imponibile Irpef o Ires. Si tratta di un’aliquota conveniente per tutte le imprese, tenendo conto che l’Ires è al 24%, ma a guadagnarci saranno in particolare i contribuenti con i redditi più alti.
Il condono si estende anche all’imposta sul valore degli immobili all’estero (Ivie) e all’imposta sul valore delle attività finanziarie e dei conti portati all’estero (Ivafe).
Il decreto è un tragico passo indietro per il Paese, un insulto a decine di milioni di cittadini onesti.