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La Commissione Europea ha rigettato la manovra dell’Italia e ha chiesto una nuova versione del Def poiché la manovra contrasta con gli impegni presi dal nostro Paese in Europa.
I commissari ritengono che il debito italiano non consenta di produrre ulteriore deficit. Sia Dombrovskis che Moscovici hanno rassicurato che sono pronti al dialogo ma hanno messo in guardia l’Italia ma Conte, Di Maio e Salvini dichiarano che il governo non vuole fare passi indietro e confermano stime di crescita che invece sono state smentite da tutti gli organismi terzi.
Se il governo non cambierà i documento il rischio è che si apra una procedura che potrebbe portare a sanzioni e a una stretta vigilanza sulle finanze pubbliche.
Valutando i dati lo spread a primavera era a 129 punti mentre oggi a è a 310. Gli interessi che lo Stato paga sui propri titoli di stato a 10 anni, erano l’1,94 e oggi sono il 3,59%. A questo vanno aggiunti i tagli agli investimenti. E i costi di queste misure ricadranno tutte sui cittadini: prima di tutto con l’aumento dei tassi di interesse, a cominciare dai mutui, poi con inevitabili tagli a sanità, scuola e ammortizzatori sociali. È una manovra da respingere e osteggiare con forza, nel metodo e nel merito. Manca del tutto il lavoro e le politiche per la crescita poiché anche il reddito di cittadinanza non aiuta a creare lavoro e anzi può determinare un aumento del lavoro nero. Insomma è una manovra sbagliata e propagandistica.