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Lo stop ai fondi del Bando Periferie da parte del Governo è un atto grave e incomprensibile, che penalizza centinaia di Comuni che avevano programmato ed avviato importanti progetti di rigenerazione nelle aree più degradate.
I provvedimenti pianificati grazie al bando periferie possono migliorare il benessere e la sicurezza di tutti, non solo a Ravenna ma in tutta Italia, attraverso la riqualificazione di scuole, case, strutture sportive, contenitori culturali, parchi, luoghi di aggregazione, infrastrutture e molto altro: tutte azioni che oltre a migliorare la qualità della vita, generando altre decine e decine di milioni di euro di cofinanziamenti pubblici e privati, favoriscono la crescita economica e il lavoro in diversi compartimenti della nostra economia.
Per il progetto presentato dal Comune di Ravenna erano stati stanziati 12,8 milioni di euro. Il piano prevedeva una spesa complessiva di circa 26 milioni per, tra gli altri, il prolungamento del sottopasso della stazione e la mobilità sostenibile; il potenziamento del nodo intermodale di piazzale Aldo Moro, le piattaforme per il diritto alla cittadinanza digitale, le politiche inclusive nella Darsena di Ravenna, il pontile per l’accesso all’acqua e collegamento con il mare in mobilità sostenibile, il servizio trasporto passeggeri, visite guidate, itinerari didattici, il primo stralcio della passeggiata lungocanale, il recupero del cosiddetto Sigarone e, in primis, l’intervento di risanamento ambientale sulla rete fognaria che rappresenta la pre-condizione alla realizzazione degli altri interventi.
Violando i patti sottoscritti da tempo fra lo Stato e i Comuni sono stati bloccati i fondi originando un grave danno per i cittadini e le comunità poiché i Comuni avevano già vincolato o erogato risorse per la progettazione e l’avvio delle procedure. Bloccare i fondi del bando periferie genererebbe sprechi e caos inammissibili.