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Ho depositato un progetto di legge di cui Emanuele Fiano è il primo firmatario, sulle misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento di matrice jihadista. Il progetto di legge era già stato approvato nella scorsa legislatura in prima lettura ma non era passato all’esame del Senato.
Il terrorismo di matrice jihadista rappresenta uno dei più seri pericoli alla pace internazionale e alla sicurezza interna del nostro Paese. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato il 24 settembre 2014, all’unanimità, la risoluzione n. 2178. Un aspetto particolarmente innovativo della risoluzione è l’enfasi posta sulle politiche di contrasto dell’estremismo violento (misure di deradicalizzazione e di riabilitazione) e sulla necessità di trovare una risposta più equilibrata al terrorismo che combini misure repressive e un approccio preventivo, in collaborazione con attori della società civile e con le comunità di riferimento.
Con il decreto-legge 18 febbraio 2015, n. 7 sono state introdotte nel nostro ordinamento importanti misure volte sia a rafforzare e ad attualizzare gli strumenti di prevenzione e repressione penale del fenomeno nel territorio dello Stato, sia a consentire la partecipazione a missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, finalizzate alla cooperazione allo sviluppo e al sostegno ai processi di ricostruzione e di pace.
Ma il rischio è che misure puramente repressive possano condurre a un ulteriore sentimento di esclusione di individui e di gruppi già marginalizzati, polarizzando ulteriormente la società.
Ed è per tali motivi che si ritiene fondamentale introdurre nel nostro ordinamento strumenti idonei a contrastare sul nascere la radicalizzazione e l’estremismo jihadista nonché a predisporre misure di recupero e di reinserimento sociale di soggetti già coinvolti in fenomeni di radicalizzazione.
La proposta di legge prevede appositi corsi di formazione per gli appartenenti alle Forze di polizia tesi a riconoscere e a interpretare segnali di radicalizzazione e di estremismo jihadista e l’istituzione del Sistema informativo sui fenomeni di radicalismo jihadista, nel quale dovranno confluire tutte le informazioni su soggetti e situazioni da monitorare per un efficace contrasto dei fenomeni terroristici.
La presente proposta di legge si occupa anche di predisporre misure idonee a prevenire episodi di radicalizzazione fra i giovanissimi in ambito scolastico. Si dispone che l’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura elabori e aggiorni periodicamente linee guida sul dialogo interculturale e interreligioso ed effettui un monitoraggio sulle varie iniziative delle istituzioni scolastiche. Si favorisce l’accesso di studenti e docenti a iniziative di dialogo interculturale e interreligioso con studenti e docenti di altre nazionalità e si incentivano le attività di formazione dei docenti.
L’articolo 5 prevedere interventi per l’inserimento dei soggetti a rischio nel mondo del lavoro prevedendo il loro accesso a cooperative sociali e promuovendo percorsi mirati di inserimento.
Considerato che la propaganda jihadista e il reclutamento di terroristi avvengono principalmente sul web si prevede la realizzazione di un portale informativo sui temi della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista diretto a diffondere anche narrativa alternativa e contro-narrativa. Il portale avrà anche lo scopo di diffondere il principio dell’uguaglianza di genere sancito dalla Costituzione.
Infine, in considerazione della particolare vulnerabilità alla radicalizzazione e all’estremismo jihadista delle persone detenute o comunque private della libertà personale, l’articolo 7 prevede l’adozione, da parte del Ministro della giustizia, di un Piano nazionale per garantire ai soggetti condannati e internati, interessati da tali fenomeni, un trattamento penitenziario teso anche alle loro rieducazione e deradicalizzazione.