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Il Governo, in attuazione della riforma scolastica, ha adottato il Piano triennale per il sistema integrato dell’educazione dei bambini da 0 a 6 anni, dunque per realizzare un’unitarietà nel sistema educativo dal nido fino alle elementari. Il Piano finanzierà interventi per il potenziamento dei servizi offerti alle famiglie con l’obiettivo di abbassare i costi sostenuti dalle stesse, e interventi in materia di edilizia scolastica sia con nuove costruzioni che con azioni di ristrutturazione, riqualificazione o messa in sicurezza delle proprietà delle amministrazioni locali. Soprattutto però si tratta di un cambio di paradigma, secondo il quale i servizi per l’infanzia entrano a pieno titolo nella sfera educativa, non solo in quella di cura e di “assistenza”: pertanto il Piano prevede la costituzione di Poli per l’infanzia, per i bambini fino ai 6 anni, anche aggregati a scuole primarie, che serviranno a potenziare i servizi e sostenere la continuità del percorso scolastico dunque il coordinamento pedagogico tra nidi e scuole dell’infanzia in vista poi delle primarie; viene inoltre richiesta la qualifica universitaria come titolo d’accesso necessario per il personale, anche per i servizi dedicati a chi ha fino ai 3 anni, e sarà istituita una soglia massima per la contribuzione da parte delle famiglie con la finalità di ridurre le rette. Al Ministero spetta il ruolo di coordinamento, indirizzo e promozione, in sintonia con le Regioni e gli enti locali: l’obiettivo è lavorare in sinergia con tutte le istituzioni coinvolte per offrire alle famiglie servizi educativi di buon livello e uniformi in tutto il Paese. Il Piano, per il triennio, destina ai territori risorse per il consolidamento e la qualificazione del nuovo Sistema integrato, sulla base di indicatori di evoluzione demografica e di equilibrio territoriale: per il primo anno sono già stanziati 209 milioni, che diventeranno 239, a regime, nei prossimi anni.