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Il 5 dicembre la Camera ha approvato in prima lettura – dunque non in via definitiva – la proposta di legge che reca disposizioni a tutela dei consumatori in materia di fatturazione a conguaglio per l’erogazione di energia elettrica, gas e servizi idrici, per far sì che il cittadino, che si vede recapitare una bolletta sproporzionata a conguaglio della fornitura, possa sospendere il pagamento impugnando la fattura e senza che gli sia staccata l’utenza. I mega-pagamenti si prescriverebbero entro due anni e non cinque come attualmente previsto e l’utente avrebbe diritto a non pagare in attesa della verifica della legittimità della condotta dell’operatore, in caso di emissione di fatture per conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni e sempre che l’utente abbia inoltrato un reclamo. È poi garantito il diritto dell’utente, in ogni caso e all’esito della verifica della legittimità della condotta dell’operatore, di ottenere entro tre mesi il rimborso dei pagamenti effettuati a titolo indebito di conguaglio. Le disposizioni non si applicano invece se la mancata o erronea rilevazione dei dati di consumo sia ascrivibile alla responsabilità dell’utente. Il provvedimento definisce “pratica commerciale aggressiva” l’inserimento dell’intimazione del pagamento immediato, con minaccia di distacco dell’utenza, nelle fatture emesse per conguagli superiori ai due anni. Si prevede poi che, entro l’inizio del 2020, il Sistema informatico integrato (Sii) per la gestione dei flussi informativi relativi al mercato dell’energia elettrica e del gas permetta ai clienti finali di accedere ai dati riguardanti i propri consumi, senza oneri a loro carico (l’attuazione di tale disposizione è demandata all’Autorità competente per l’energia, il gas e il sistema idrico). La norma varrebbe sia per gli utenti domestici che per le microimprese (compresi i liberi professionisti).