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Il 23 novembre la ministra della Pubblica amministrazione Marianna Madia ha firmato la circolare che dà il via libera all’attesa stabilizzazione di 50mila precari storici, in attuazione della riforma della Pa. Le amministrazioni potranno partire con le assunzioni dal gennaio 2018, senza aspettare dunque il piano triennale dei fabbisogni, ma tenendo comunque conto dei limiti derivanti dalle risorse finanziarie a disposizione dell’ente e ovviamente delle figure professionali già presenti in pianta organica.  Dunque le amministrazioni che vorranno partire a gennaio dovranno “censire” le professionalità necessarie e le persone già presenti e interessate. Per rientrare tra i precari da stabilizzare bisogna aver maturato, entro il 31 dicembre di quest’anno, almeno 3 anni di contratti, anche non continuativi, negli ultimi 8 anni presso l’amministrazione che bandisce il concorso. In tale requisito di anzianità è possibile sommare periodi riferiti a contratti diversi, anche come tipologia di rapporto di lavoro, purché però riferiti alla stessa amministrazione e alla medesima attività. Ai precari che abbiano questi requisiti ma non siano stati vincitori, antecedentemente, di alcun concorso, sarà assegnata una riserva del 50% dei posti messi a bando. Il piano di assunzioni sarà applicato anche agli assegni di ricerca, che per la prima volta sono stati parificati ai tempi determinati e ai co.co.co. In seguito alle stabilizzazioni non si applica il divieto di instaurate nuovi rapporti di lavoro flessibile purché siano rispettati i vincoli finanziari e per le sole posizioni oggetto di “reclutamento speciale”.