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Il 9 novembre la Camera ha approvato in via definitiva l’annuale Disegno di legge europea che, come ogni anno appunto, reca misure per adeguare la nostra normativa a quella Ue recependo alcune direttive non ancora integrate: nel Ddl sono infatti sempre comprese norme o per prevenire l’apertura o per consentire la chiusura di procedure di infrazione e, in questo caso, con l’approvazione del Ddl saranno chiuse tre procedure (una sulle regole di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti subiti dai cittadini europei in Italia; una sulla sicurezza dei latticini e che prevede che su imballaggi, recipienti ed etichette ci siano talune indicazioni obbligatorie; l’ultima sull’ulteriore riduzione delle buste in plastica a tutela dell’ambiente). Della legge ho scritto diffusamente mesi fa quando, il 20 luglio, è stata votata da Montecitorio in prima lettura; qui ricordo in particolare l’introduzione di sanzioni amministrative per le violazioni, da parte delle compagnie telefoniche, sulle disposizioni europee relative al roaming e che da metà giugno consentono agli utenti di telefonare, inviare messaggi e navigare su internet tramite smartphones o tablet in tutti i Paesi Ue allo stesso prezzo sostenuto dall’utente nel proprio Paese, dunque senza rincari. Visto che in questa newsletter ho scritto della Strategia energetica nazionale, sottolineo poi che nella legge europea ci sono alcune disposizioni in materia di energia finalizzate alla riforma della struttura tariffaria degli oneri generali, prevista dalle normative comunitarie, e che nella sostanza comporterà una diminuzione degli oneri per le Pmi con un buon utilizzo della potenza elettrica impegnata. La rivisitazione della normativa in materia di aiuti di Stato fa riferimento in particolare alle cosiddette imprese “energivore”, ovvero quelle che hanno un forte consumo di energia elettrica parametrato però con l’incidenza dei costi energetici in relazione al proprio volume di affari: la normativa introduce una clausola per la quantificazione della contribuzione per tali imprese e la determinazione dei loro oneri rispetto alla produzione da energie rinnovabili. In sostanza si ridefiniscono alcuni benefici rimodulando i parametri tariffari secondo criteri molto tecnici: quel che è importante capire è che si sostengono le imprese che efficientano i processi energetici, senza tralasciare i costi per la transizione progressiva verso le energie pulite. Una disposizione destina invece automaticamente alla riduzione delle tariffe elettriche degli utenti domestici il 50% delle risorse derivanti dalle riduzioni, per gli anni 2017-2019, della componente tariffaria destinata alla promozione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: parliamo di una riduzione sulla singola utenza di circa 7 euro l’anno e, come appena scritto, nella Sen ci sono varie opzioni circa la destinazione dell’altro 50%. Un altro articolo si occupa proprio di rideterminare i parametri e i requisiti per il sostegno economico in riferimento alle imprese con forte consumo di gas naturale: finalità è quella di definire i corrispettivi a copertura degli oneri generali del sistema del gas, il cui gettito sarà destinato al finanziamento delle misure volte al raggiungimento degli obiettivi Ue sulla decarbonizzazione. Ho segnalato queste norme della legge europea, estremamente specialistiche, per evidenziare la piattaforma legislativa che anche il nostro Paese sta realizzando per un miglior utilizzo dell’energia, per una più efficace erogazione degli incentivi e per la difesa dell’ambiente, temi di cui mi sono occupato in questo notiziario.