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Il 25 ottobre la Camera ha approvato il Ddl del ministero della Salute, già votato dal Senato cui ora torna, che reca norme in tema di sperimentazione clinica dei medicinali e opera un riordino delle professioni sanitarie. La prima parte del provvedimento delega il Governo a riformare le disposizioni vigenti in materia di sperimentazione, individuando nuovi requisiti dei centri autorizzati, con particolare attenzione alle malattie rare e alle patologie pediatriche; in generale si semplificano gli adempimenti formali e le procedure per l’utilizzo a scopi di ricerca di materiale biologico, adeguandoli alla normativa europea. Più corposa è la seconda parte della legge, che rivede la disciplina delle professioni introducendo nuove disposizioni sugli ordini professionali sanitari: gli ordini esistenti sono quelli dei medici-chirurghi, dei veterinari, dei farmacisti, cui la legge aggiunge gli ordini dei biologi, della professione di ostetrica, dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, delle professioni sanitarie di osteopata e chiropratico. Soprattutto viene introdotto l’ordine delle professioni infermieristiche, una promozione per questa importante funzione, che andrà di pari passo con un avanzamento congruo dei corsi di laurea. La legge istituisce anche l’area delle professioni sociosanitarie individuando i percorsi procedurali per i profili professionali, che saranno poi precisati da decreti del ministero dell’Università di concerto con quello della Salute. Si apportano inoltre alcune modifiche in materia di responsabilità di chi esercita le professioni sanitarie e si inaspriscono le sanzioni relative al reato di esercizio abusivo di professione, per cui ci sarà la reclusione fino a 3 anni e una multa fino a 50mila euro. Le pene sono aumentate se nell’esercizio abusivo di professioni sanitarie si cagionano lesioni gravi o gravissime (reclusioni fino a 4 anni). Come ultima cosa, il Ddl modifica la disciplina vigente relativa al ruolo della dirigenza sanitaria del ministero della Salute, estendendo gli stessi istituti giuridici ed economici previsti per la dirigenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale: finalità è equiparare i trattamenti, per permettere al ministero della Salute il reclutamento di risorse con qualificata professionalità, specie in vista di una vasta serie di ritiri per pensionamento. La legge è settoriale ma si occupa di organizzare meglio un ambito delicato per tutti i cittadini, facendo chiarezza su punti che meritano attenzione. Basti pensare all’istituzione delle professioni di osteopata e chiropratico, cui fanno ricorso milioni di italiani in assenza oggi di una qualsiasi garanzia formale per il paziente.