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Nelle scorse settimane sono stato relatore per la commissione Trasporti, competente sulla materia, del nuovo Codice della nautica da diporto e del regolamento ministeriale per la realizzazione del sistema telematico della nautica da diporto, che istituisce il Sistema centrale per il settore. Sono due provvedimenti collegati tra loro, finalizzati alla sburocratizzazione e alla modernizzazione di un comparto normato da regolamenti e Codici non più adeguati, sia per quanto riguarda le modalità di registrazione delle unità navali che per quanto riguarda le regole complessive per il loro utilizzo. Poiché sono testi tecnici e specialistici, quel che mi limito a dire e vorrei qui far comprendere è che regolare bene il diportismo non è regolare bene un settore del lusso, ma un ambito che coinvolge tutte le imbarcazioni usate per fini ricreativi (dalla barca per andare a pescare alle piccole unità a vela) e soprattutto coinvolge un settore produttivo con un indotto forte. Aver prestato, nel corso degli anni, scarsa sensibilità alla materia ha significato solo chiusura di aziende, cantieri, e perdita di posti di lavoro. Obiettivo del Codice e del regolamento è quindi rilanciare la nautica italiana, che prima della crisi era ai vertici mondiali mentre successivamente ha perso ingenti quote di mercato: molti cantieri infatti non ci sono più (e vale anche per Ravenna), con conseguenze negative per i territori. La nautica non va punita, poiché è naturalmente importante nell’economia di una Penisola, e anzi vanno tolte strettoie inutili al fine di favorire un ambito che riguarda tutti gli appassionati del mare e molti lavoratori. Il regolamento che istituisce il Sistema centrale telematico intende adeguare il sistema di registrazione delle proprietà e delle compravendite, smaterializzando quello cartaceo disseminato negli uffici territoriali e creando un archivio centrale informatizzato afferente al dipartimento dedicato del ministero dei Trasporti. La norma prevede che cessino le iscrizioni sui registri cartacei tenuti oggi da Capitanerie, Uffici circondariali marittimi e uffici della Motorizzazione, per pervenire alla completa informatizzazione dei dati e alla devoluzione delle competenze a un’unica autorità centrale: si creerà quindi un sistema come quello della Motorizzazione civile che comprenda finalmente anche le barche. L’esigenza di un archivio in cui confluiscano tutte le informazioni relative alle unità da diporto dipende anche dalla necessità di monitorare le frodi, rese più agevoli proprio dalla sussistenza di una pluralità di registri che non comunicano tra loro. Il nuovo Codice della nautica detta invece regole più snelle per poter navigare, fermarsi nelle aree di sosta, per le scuole e i centri di istruzione per la nautica. La semplificazione e l’adeguamento si sono resi necessari non solo perché le norme si sono via via sovrapposte diventando farraginose, ma pure perché il vecchio Codice non contemplava neanche alcuni mezzi (come le moto d’acqua, perché non esistevano), dunque occorreva un aggiornamento circa l’elenco stesso delle unità regolamentate. Oltre a questo, il nuovo Codice disciplina in maniera più semplice i meccanismi per avere i titoli per guidare le barche e per mantenerli; introduce la nuova patente D per consentire anche a chi ha disabilità di poter avere la licenza nautica; introduce l’utilizzo “commerciale” delle unità da diporto (è il caso di chi va a fare una vacanza in una barca a noleggio con lo skipper) che è rilevante dal punto di vista turistico; norma le soste nelle marine e nei porti turistici, e le soste di emergenza per le navi in difficoltà in aree adibite; inasprisce le sanzioni per chi non rispetta le regole. Obiettivo dell’intero dispositivo è ridurre le disposizioni e gli oneri amministrativi, rafforzare le misure di sicurezza per chi va in mare e per i cittadini (visto che le barche accedono alle coste e ai porti turistici). La commissione Trasporti, in seguito alla mia relazione tecnica, ha dato parare favorevole alla riforma del Codice e al regolamento che istituisce il Sistema telematico (che dunque entreranno presto in vigore) con la raccomandazione, fondamentale, di coordinare al meglio tra loro le due disposizioni.