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Il 3 ottobre la Camera ha approvato in prima lettura una proposta di legge per aggiornare le prescrizioni tecniche volte a eliminare le barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati, e negli spazi o servizi aperti al pubblico o di pubblica utilità. A tal fine il presidente della Repubblica, una volta entrata in vigore la norma, deve emanare entro sei mesi un decreto che: assicuri unitarietà e omogeneità delle regole in relazione agli edifici, agli spazi e servizi pubblici, e una disciplina relativa agli edifici privati; promuova l’adozione di una progettazione che tenga conto dei diritti delle persone con disabilità in attuazione e in conformità a principi espressi da Convenzioni internazionali che il nostro Paese ha sottoscritto sulla materia. Di conseguenza all’entrata in vigore della legge verrebbero poi abrogati i regolamenti oggi in vigore, che sarebbero superati da una nuova normativa. La legge prevede anche la costituzione di una commissione ministeriale per l’aggiornamento delle prescrizioni tecniche per l’eliminazione delle barriere architettoniche, e che abbia anche i compiti di: individuare soluzioni a eventuali problemi derivanti dall’applicazione della normativa stessa; monitorare le attività delle pubbliche amministrazioni in tema di adozione di piani per eliminare le barriere architettoniche; elaborare proposte per togliere tali ostacoli, anche con innovazioni tecnologiche, nelle parti comuni degli edifici esistenti. Il testo passa al Senato.