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Il 20 settembre la Camera ha approvato in prima lettura la proposta di legge che affronta con più precisione la repressione penale delle condotte fraudolente commesse contro persone in stato di vulnerabilità perché anziane. Si tratta di una norma che introduce infatti nel Codice penale un nuovo delitto, quello di “frode patrimoniale in danno di soggetti vulnerabili”: l’illecito consiste nel comportamento scorretto di chiunque che, con mezzi fraudolenti, induca una persona vulnerabile in età avanzata a dare o promettere denaro o beni di altra utilità, a se stesso o anche a persone terze. Spetterà al giudice valutare il ricorrere di entrambi i presupposti (“vulnerabilità” ed “età avanzata”): il reato si qualifica infatti per le caratteristiche della persona che viene ingannata, la quale deve versare in situazioni di fragilità psicofisica in ragione dell’età. Se la legge entrasse in vigore, la nuova fattispecie penale si applicherebbe inoltre se il fatto è commesso in una di queste modalità: entrando nell’abitazione della persona offesa, o truffando (o tentando di truffare) all’interno di uffici postali, banche, luoghi di cura o case di riposo, o simulando un’offerta commerciale di beni o servizi (a prescindere dal luogo). Il delitto sarebbe punito con reclusione da 2 a 6 anni e con una multa fino a 3mila euro e non è dirimente che la truffa sia stata portata a termine “con successo”. Altra cosa importante, visto il tipo di reato in questione: la legge prevede un’aggravante se il fatto viene commesso con strumenti telefonici o telematici o avvalendosi dei dati privati della vittima, acquisiti senza il suo consenso. Con l’effettività di questa norma sarebbero inoltre innalzate le pene anche per il reato, già previsto dall’ordinamento, di “circonvenzione di incapace” (dunque rivolto non specificatamente alle persone anziane), prevedendo una reclusione fino a 7 anni (oggi è fino a 6) e una multa fino a 3.500 euro (oggi è fino a 2mila). L’applicazione della condizionale ai condannati in via definitiva per circonvenzione di incapace, e ovviamente per il reato qui introdotto, sarebbe subordinata alla restituzione e al pagamento di una somma risarcitoria nonché all’eliminazione dell’eventuale danno provocato alla vittima. Per entrambi i reati, ovvero per circonvenzione di incapace che per il nuovo capo di imputazione, si prevede l’arresto obbligatorio in flagranza. Con questa norma abbiamo inteso proteggere maggiormente una fascia particolarmente vulnerabile, quella delle persone molto anziane che spesso sono le più esposte e le meno difese di fronte alle truffe, soprattutto in ambito telematico e telefonico, e sia nelle loro abitazioni che in luoghi particolarmente sensibili. Ora la discussione passa al Senato.