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Il 12 settembre la Camera ha approvato – nonostante l’ingiustificabile, ma molto significativo, voto contrario di Movimento 5 Stelle, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia – una proposta di legge presentata dal Pd che introduce nel Codice penale un nuovo articolo contenente ulteriori disposizioni per punire la propaganda del regime fascista e nazifascista. Come si sa, esiste un quadro normativo (costituito soprattutto dalle leggi Scelba del 1952 e dalla Mancino del 2003) che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista e di organizzazioni o associazioni che richiamino o esaltino o inneggino al fascismo. Tutti i promotori di tali organizzazioni sono punibili con la reclusione fino anche a 7 anni, ma la sola partecipazione a movimenti di questo genere è sanzionabile con 4 anni di carcere. Ugualmente in Italia sono vietate la propaganda di idee fondate sull’odio razziale e le manifestazioni che incitino alla discriminazione etnica, religiosa o alla violenza per questi orrendi motivi. Dunque l’Italia – e ci mancherebbe altro – è fornita di leggi che vietano di rifarsi al fascismo. La proposta che abbiamo approvato (e che ora passa al Senato) specifica e delimita però ulteriormente alcuni reati, cercando di colpire condotte che sfuggono alla normativa vigente. Ossia la propaganda o l’esibizione di immagini o simboli propri del partito fascista o nazionalsocialista (ovvero nazista) e la produzione, la distribuzione, la diffusione o la vendita di beni che raffigurino persone, immagini e simboli che richiamino a quelle ideologie: con questa norma sarebbe vietato per esempio vendere busti di Mussolini o esibire riproduzioni di adunate naziste durante il Terzo Reich, e (in casi in cui il gesto costituisce un chiaro omaggio o un’incitazione) fare il saluto romano. Tali comportamenti sarebbero, una volta entrata in vigore la legge, punibili fino a 2 anni di reclusione. La proposta prevede poi un’aggravante di un terzo di pena se la diffusione di immagini, o la vendita di feticci nazisti e fascisti è effettuata tramite strumenti telematici. L’aggravante riguarda sia i siti Internet con contenuti di propaganda sia il merchandising online di prodotti chiaramente riferiti al partito e all’ideologia fascista o nazista. Bene. Queste precisazioni normative sempre più dettagliate vanno fatte perché servono e possono costituire un argine a certe aberrazioni purtroppo ancora presenti nel nostro Paese: basti pensare che l’on. Emanuele Fiano, primo firmatario della norma, ha ricevuto minacce pesantissime da parte dei militanti dell’estrema destra. Sarebbe però sensato, a questo punto, che venissero definitivamente sciolti movimenti che si ispirano al fascismo e ai suoi simboli, rievocandone chiaramente l’immaginario, lo stile e i contenuti, come Forza Nuova, un’associazione che dovrebbe semplicemente essere illegale: al di là delle giustissime precisazioni normative, bisogna mettere meglio in pratica le leggi. Intanto, ovviamente, il Pd ha espresso la sua ferma condanna per la manifestazione indetta a Roma da Forza Nuova per il 28 ottobre, 95° anniversario della marcia su Roma: approfitto per ricordare che la Questura della capitale ha dichiarato di non aver ricevuto ancora nessuna richiesta per il corteo. Ma, come si sa, Forza Nuova è scesa in strada senza autorizzazione più di una volta. L’auspicio è comunque che la manifestazione non si tenga né ora né mai. E che il movimento di ispirazione fascista venga finalmente sciolto, come dovrebbe. A maggior ragione, dunque, spero che la legge di cui ho appena scritto sia approvata definitivamente e presto dal Senato. E poi venga applicata con grande rigore.