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Il 1° agosto la Camera ha approvato in via definitiva il Decreto legge che contiene interventi urgenti per la crescita del Mezzogiorno recando risorse e dettando procedure agevolate per i cittadini e le imprese. Nel corso dell’esame in Senato sono state introdotte altre misure, tra cui ulteriori fondi per tutte le Province e Città metropolitane e alcune precisazioni necessarie per le zone colpite dagli eventi sismici del 2016. Per quanto riguarda il Mezzogiorno segnalo il programma denominato “Resto al Sud” destinato ai giovani fino ai 35 anni non titolari di rapporti di lavoro a tempo indeterminato e residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, per stimolare la nascita di attività produttive. Si tratta di un finanziamento al 35% a fondo perduto e al 65% sotto forma di un prestito a tasso zero da rimborsare in otto anni: all’onere si provvede mediante il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione Ue per un ammontare fino a 1 miliardo e 250 milioni di euro. I Comuni di queste Regioni, inoltre, potranno dare in concessione o in affitto per massimo 9 anni, a persone fino ai 40 anni di età, terreni agricoli non utilizzati da almeno 10 anni e spazi o aree artigianali o industriali in stato di abbandono, sulle quali non risultino più operative aziende o società da almeno 15 anni. Nel Decreto si recano poi regole per l’istituzione delle Zone economiche speciali (Zes) il cui scopo è quello di creare condizioni economiche, finanziarie e amministrative che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l’insediamento di nuove attività, e disposizioni per la realizzazione di “cluster” tecnologici legati alla transizione 4.0. Con la finalità di contrastare il fenomeno degli incendi boschivi (in tutto il Paese, ma va ricordato che la maggior parte ha investito le zone del Centro e del Sud) la legge stabilisce che i contratti che costituiscono diritti di reddito o i contratti di affitto e locazione che intervengano sulle aree incendiate, nei due anni successivi al fatto, siano trasmessi alle autorità competenti (Prefetto e procuratore della Repubblica) per essere valutati. La legge stabilisce poi che le somme, o le confische di beni, pervenute allo Stato in via definitiva in seguito all’esito dei procedimenti penali pendenti nei confronti di azionisti e amministratori del gruppo Ilva, per i fatti anteriori al commissariamento, saranno utilizzate per la restituzione del prestito statale, per i lavori di bonifica ambientale, per le misure di tutela aziendale e sanitaria dell’impresa in amministrazione straordinaria. Nel corso dell’esame al Senato sono state introdotte norme per i territori del Centro colpiti dal sisma: varate le risorse per garantire il normale svolgimento dell’anno scolastico, si modifica in più parti la legislazione vigente per rendere immediatamente operativi gli interventi di ripristino sugli edifici che hanno riportato danni lievi, al fine di favorire il rientro nelle unità immobiliari e il ritorno alle normali condizioni di vita. Si autorizza infine, anche in questo Decreto (in attesa di un intervento risolutivo sulla materia, più volte chiesto perché necessario), un contributo di ulteriori 100 milioni alle Province (72 milioni) e alle Città metropolitane (28) per il finanziamento delle funzioni fondamentali. Il Decreto torna giustamente indietro anche sulla norma “anti-Flixbus” che avrebbe messo in difficoltà i servizi low cost degli autobus interregionali: la legge toglie i vincoli che si erano erroneamente messi, ma rimanda le nuove regole a un tavolo autunnale coordinato dal ministero dei Trasporti.