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Il ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha emesso il bando per finanziare progetti di ricerca e sviluppo industriale e incentivare la cooperazione fra pubblico e privato, al fine anche di promuovere gli incubatori per l’evoluzione 4.0. Il bando, che stanzia 500 milioni di euro, sostiene le reti di ricerca e le filiere nazionali in coerenza con le 12 aree di specializzazione digitale selezionate, che sono: l’aerospazio, l’agricoltura sostenibile, la chimica verde, lo sviluppo marittimo sostenibile, i beni culturali, il design, l’energia, la “fabbrica intelligente”, la mobilità sostenibile, la salute, le comunità inclusive e lo sviluppo urbanistico, le tecnologie per gli ambienti di vita. Si tratta di un investimento che guarda il sistema produttivo nel suo complesso, con la messa in rete delle competenze e delle infrastrutture industriali per collegare e valorizzare le conoscenze in materia di innovazione. Il bando punta infatti a favorire l’applicazione produttiva dei risultati dei centri di ricerca, con lo scopo di immettere sui mercati soluzioni e servizi innovativi: è dunque un investimento per il rafforzamento del Paese e per sviluppare una società e un’economia basate sulla conoscenza. Possono partecipare al bando: atenei, enti pubblici e privati di ricerca, Pmi, grandi imprese, amministrazioni pubbliche. Capacità di realizzazione concreta dei progetti, ampiezza del partenariato pubblico-privato, originalità e utilità delle iniziative, impatto in termini di risultati territoriali saranno i parametri in base ai quali verranno valutati i progetti, che potranno avere un costo massimo di 10 milioni di euro ciascuno. Più della metà delle risorse è destinata al Mezzogiorno, dove più deboli sono le connessioni tra attività produttive e centri di ricerca. Le domande potranno essere presentate dal 27 luglio al 9 novembre.