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Dal 5 luglio sono in vigore le nuove regole per l’esercizio delle attività “compro oro”: in attuazione delle direttive europee sull’antiriciclaggio, un decreto legislativo del ministero dell’Economia detta infatti una nuova disciplina volta a contrastare le attività criminali e i rischi di riciclaggio riconducibili alle attività di compravendita di oro e oggetti preziosi. Se prima del 5 luglio non erano richiesti particolari adempimenti per l’apertura di un’attività “compro oro” (bastava una licenza per il commercio di preziosi), ora viene istituito un registro degli operatori professionali presso l’Oam (Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi) cui occorre essere iscritti per poter esercitare. Si disciplinano poi specifici obblighi, per le attività, di identificazione dei clienti e delle merci scambiate mentre per ogni operazione effettuata bisognerà compilare una scheda numerata attestante tutti i dati relativi allo scambio. Diventa obbligatorio conservare i dati identificativi dei clienti e le schede numerate per dieci anni, mentre i gestori sono tenuti a segnalare eventuali operazioni sospette. Il decreto porta con sé un abbassamento per l’uso del contante in tali operazioni: dai mille euro consentiti si passa ai 500 euro ammessi. Previsto anche un quadro sanzionatorio: è punito con una reclusione da 6 mesi a 4 anni e con una multa fino a 10mila euro l’esercizio che effettua attività “compro oro” senza l’iscrizione nel registro professionale. Prevista anche la sanzione pecuniaria da mille ai 10mila euro per omessa identificazione della clientela, assenza dei documenti necessari e per il superamento dei 500 euro consentiti come contante. L’omessa segnalazione sospetta è punita invece con multe dai 5mila ai 50mila euro. Nuove regole, insomma, per evitare opacità e contrastare gli illeciti.