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Il 4 luglio la Camera ha approvato la mozione del Pd che impegna il Governo a garantire il funzionamento delle Province, cui sono rimasti in capo servizi e compiti fondamentali, ripristinando risorse adeguate e stabili tramite una programmazione pluriennale. Già con diversi emendamenti alla “manovrina” approvata il 1° giugno avevamo messo in luce le difficoltà che stanno riscontrando gli enti di area vasta, riuscendo a destinare loro maggiori finanziamenti per strade, manutenzione ed edilizia scolastica; la sottosegretaria Maria Elena Boschi ha inoltre annunciato, al termine di un incontro con i vertici dell’Anci nei giorni scorsi, ulteriori 100 milioni per le Province. Bene, ma è evidente che procedere con soluzioni “tampone” non sia sufficiente e che occorra correggere in via definitiva e strutturale la questione, rimasta irrisolta a seguito della mancata approvazione del referendum costituzionale del 4 dicembre scorso. La sede più appropriata per farlo sarà la legge di Bilancio 2018. Noi intanto abbiamo individuato alcune necessità, quali: assicurare le risorse che servono ai servizi in capo alle Province, anche modificando parte della riforma Delrio pur salvaguardando la natura di enti di secondo livello delineata dal riordino del 2014; verificare che il processo di riorganizzazione delle funzioni regionali assegnate dalle Regioni alle Province e alle Città metropolitane sia garantito da una copertura finanziaria equa, in base all’analisi dei fabbisogni; adottare ogni iniziativa per favorire il ripristino dell’autonomia organizzativa degli enti e, a partire dal 2018, ristabilire la piena autonomia economica e finanziaria di Province e Città metropolitane, superando la logica emergenziale del bilancio annuale e garantendo la corretta programmazione. Con l’approvazione della mozione, il Governo si impegna a concretizzare tali obiettivi. Dalla Conferenza Stato-Regioni il 6 luglio è intanto arrivata la notizia della proroga al 30 settembre, per Province e Città metropolitane, per la chiusura dei bilanci.