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Il 21 giugno, con 426 voti favorevoli, nessun contrario e 3 astenuti, la Camera ha approvato in via definitiva e senza modifiche le proposta di legge già votata dal Senato per l’istituzione di una Commissione parlamentare bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. La Commissione sarà composta da 20 senatori e 20 deputati, nominati dai presidenti delle Camere in proporzione al numero dei membri dei gruppi parlamentari. Finalità della Commissione sarà verificare gli effetti delle crisi finanziarie sul sistema del credito, ma soprattutto acquisire elementi sulla gestione degli istituti bancari coinvolti in situazioni di crisi o risoluzione come ad esempio le quattro banche fallite alla fine del 2015 (CariFerrara, Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti). La Commissione dovrà acquisire elementi anche circa le attività di vigilanza sul sistema bancario e finanziario, esercitate da Consob e da Bankitalia, e analizzare l’adeguatezza della disciplina legislativa e regolamentare sia nazionale che europea sul sistema bancario e su quello di vigilanza, per prevenire e gestire meglio le criticità degli istituti. L’indagine dovrà terminare entro massimo un anno dalla costituzione della Commissione, e comunque entro il termine della Legislatura la Commissione potrà fare una prima verifica qualora non abbia terminato l’indagine. Uno dei punti più importanti da mettere in luce sarà esaminare la correttezza del collocamento presso piccoli risparmiatori e investitori semplici dei prodotti finanziari ad alto rischio, in particolare le obbligazioni delle banche fallite, e indagare sulla diffusione di pratiche scorrette come l’abbinamento tra l’erogazione del credito e la vendita di azioni o altri strumenti finanziari delle banche. Materia di verifica saranno anche le gestioni manageriali, la trasparenza, l’informazione agli investitori. La Commissione effettuerà indagini ed esami con gli stessi poteri e limiti dell’autorità giudiziaria, pertanto alle audizioni rese si applica la stessa disciplina del Codice penale (sanzioni per il rifiuto di atti dovuti e per falsa testimonianza) e i componenti della Commissione (e chi collabora con loro sulle indagini) sono vincolati al segreto.