Seleziona una pagina

Tempo di lettura: 1'

L’Europarlamento e i governi dell’Ue hanno raggiunto un accordo sull’aumento dei finanziamenti comunitari per far fronte ai disastri naturali, come il sisma in Centro Italia per fare un esempio concreto e importante. La proposta era stata avanzata in Commissione dopo i ripetuti terremoti nel nostro Paese nella seconda metà del 2016, quando il presidente Juncker aveva promesso che la cattedrale di Norcia sarebbe stata interamente ricostruita con fondi Ue. Secondo l’accordo, che ora deve essere confermato dal Consiglio dell’Unione europea (l’altro organo legislativo), l’Ue finanzierà fino al 95% dei costi di ricostruzione per le zone colpite da disastri naturali. La prima proposta prevedeva che il 100% delle ricostruzioni fosse a carico del bilancio comunitario, ma alcuni stati membri si erano detti contrari. Il compromesso però è andato piuttosto bene, visto che ora il cofinanziamento dell’Ue – che dunque si somma alle risorse messe in campo dai singoli Paesi in caso di inondazioni, terremoti o varie calamità – arriva al massimo al 50% della spesa. L’aumento del tasso di cofinanziamento si applicherà ai pagamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale. Con questo protocollo si aggiunge un tassello alla necessaria solidarietà interna tra gli Stati dell’Unione: i Paesi mettono nel bilancio europeo più fondi destinati a questi eventi disastrosi, che poi andranno a finanziare gli interventi per qualunque Paese colpito da una calamità. Credo che questo tipo di ragionamento e di atteggiamento dovrebbe essere esteso a molte altre materie, perché è questa la strada per avere un’Europa più giusta e vicina ai cittadini.