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Una platea gremita ed attenta ha accolto nel pomeriggio di sabato 1 aprile alla Sala Strocchi di Ravenna Andrea Orlando, Ministro della Giustizia e candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico. L’iniziativa arriva al culmine della campagna dei congressi di circolo, che si chiude oggi domenica 2 aprile. Andrea Orlando ha toccato tanti temi della sua campagna congressuale, temi cari a quel popolo del centrosinistra che lui intende rappresentare.

Partendo da una a suo avviso ineludibile analisi del voto referendario, Orlando contestualizza la sua candidatura: ‘Un Partito che si dice popolare e riformista non può registrare su di una sua proposta come quella di modifica alla costituzione un voto contrario con picchi dell’80% da parte dell’elettorato giovanile, di quello delle periferie e di quella fetta di popolazione più a rischio di esclusione sociale. Se questo succede, deve subito fermarsi e farsi delle domande.

“Non dirò mai che io sia convinto che i 1000 giorni di governo siano stati una catastrofe, perché non è ciò che penso. Non abbiamo aggredito le rendite e contrastato efficacemente la povertà e l’esclusione sociale. La parola povertà pare anzi essere scomparsa dal nostro vocabilario. Non possiamo dire meno tasse per tutti, inseguendo il populismo, ma dobbiamo dire che se reperiremo le risorse le tasse le taglieremo a chi è più in difficoltà” prosegue Orlando.

“Nelle cose buone e di sinistra che abbiamo fatto, come in materia di lotta al caporalato od agli ecoreati, o anche sui diritti civili e sul dopo di noi, non siamo stati efficaci nel farne percepire il valore al popolo della sinistra, perché fermandoci a un tweet non sia siamo stati bravi a spiegarle, e non siamo andati a farlo in mezzo alla nostra gente. A questo serve un Partito, oltre che a fermarti quando stai per andare a sbattere. Più che dei 1000 trascorsi, sono preoccupato dei prossimi 1000 giorni, che saranno decisivi. Per questo ho deciso di candidarmi alla segreteria nazionale, perché il Partito è arrivato a un punto di non ritorno. Non si tratta di riportarlo a sinistra, o di inseguire nostalgie del passato, ma si tratta di collocarlo nel pieno della questione sociale italiana ed europea”.

“Vedo nel Partito Democratico l’unica soluzione possibile, a patto di costruire insieme un nuovo modo di starci, superando i correntismi, le conte e i rapporti di forza, segnando la fine della stagione delle riunioni che terminano come sono cominciate e trovando invece una nuova efficacia nella capacità di ascolto e di dialogo con la società, per dare quelle risposte che l’Italia richiede. Solo così potremmo gettare le basi per costruire un fronte di tutte le forze progressiste, che diventi un solido progetto di governo da contrapporre all’avanzata dei populismi e delle destre, che sono le peggiori e le più preoccupanti degli ultimi vent’anni” conclude Orlando.

L’onorevole Alberto Pagani, portavoce del Comitato Ravenna per Orlando segretario, commenta con soddisfazione il passaggio del candidato alla segreteria nazionale in provincia: “Siamo soddisfatti dell’importante partecipazione che c’è stata in occasione dei due incontri a Ravenna e Lugo. Abbiamo visto che c’è una parte di PD che vuole cambiare e migliorare il nostro Partito, e che vede la possibilità di farlo nel progetto di Andrea Orlando, e per questo sta lavorando perché abbia il massimo sostegno alle primarie del 30 aprile”.

“Ponendo al centro temi, idee e proposte concrete, lavoreremo anche per recuperare quell’ampia fetta di popolo del centrosinistra che in questi anni si è allontanato non sentendosi rappresentato, ma che oggi come in altre occasioni ha dimostrato la volontà di riavvicinarsi” conclude l’On. Pagani.