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Viene rifinanziata la Dis-Coll, l’ammortizzatore sociale per i lavoratori atipici; 17 milioni vanno al sostegno ai redditi del comparto pesca; confermati i rinnovi contrattuali per i precari dell’Istat.

La Camera il 23 febbraio ha approvato in via definitiva l’annuale Decreto battezzato “Milleproroghe” ovvero il provvedimento che procrastina le soluzioni normative non entrate ancora a regime, prorogando i termini per la loro applicazione o per la realizzazione di una nuova disciplina sulle materie. Nella maggior parte dei casi si tratta di garantire continuità ed efficienza all’azione amministrativa, ma quest’anno il Decreto è piuttosto corposo e va dai trasporti al fisco. Cito i principali provvedimenti.

Quello che ha maggiormente tenuto banco è la proroga al 31 dicembre per la regolamentazione, in capo al ministero dei Trasporti, dell’esercizio di nuove forme di trasporto come quelle offerte dall’applicazione “Uber” e da altri servizi di noleggio con conducente: la cosa ha provocato lo sciopero selvaggio dei taxisti, che anni fa si sono opposti alla liberalizzazione delle licenze e ora si oppongono a un mercato che non li vede come unici protagonisti. Dopo che la categoria ha messo a ferro e fuoco il centro di Roma (con il sostegno del Sindaco Virginia Raggi e di Beppe Grillo), il Ministro Delrio è intervenuto per cercare una mediazione: ci sarà presto un intervento organico sulla materia attraverso una misura che normi un assetto diventato in questi anni plurale e concorrenziale, ma limitando probabilmente alcune forme di trasporto e sicuramente delineando meglio la territorialità di alcune licenze (se si ha un permesso per servizio a noleggio con conducente in una città, non si potrà poi andare a esercitarla altrove). Le proteste dei taxisti sono però a mio avviso irricevibili oltre che gravissime in termini di ordine pubblico: il mercato dovrebbe aprirsi, pur regolamentato si intende, alle nuove realtà del trasporto. Per ora, comunque, nel Milleproroghe la norma resta così e vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane. Proroga al 31 dicembre 2018 anche per le concessioni per l’esercizio del commercio su aree pubbliche, dunque per le licenze dei “venditori ambulanti” autorizzati: entro quella data, però, ci dovrà essere un riordino da parte degli enti locali per poi giungere con criteri chiari ai nuovi bandi di gara (come vuole la direttiva Ue Bolkestein, la stessa che regola le concessioni marittime). L’impegno è quello di arrivare al 2019 con un assetto che, nel rispetto della concorrenza, tuteli anche i tanti lavoratori ambulanti che oggi operano legittimamente. Il Decreto, approvato previa voto di Fiducia dunque non modificabile dalla Camera (lo abbiamo varato come ricevuto dal Senato, pena la sua scadenza) ha mantenuto la decisione, sbagliata, di mettere in difficoltà l’attività dei bus low cost, ossia i servizi di trasporto interregionale a prezzo scontato portati in Italia da società estere come Flixbus e Megabus e utilizzati da centinaia di migliaia di persone. Il testo prevede che solo “gli operatori la cui attività principale è il trasporto passeggeri su strada”, e non piattaforme digitali (come è invece la società che gestisce il servizio di Flixbus), possano ottenere l’autorizzazione a operare sulle tratte interregionali: di fatto un blocco alla concorrenza. Non è così che si costruisce un trasporto più vicino ai cittadini, contraddicendo inoltre la direzione in cui vanno tante altre positive azioni sulla materia: fortunatamente abbiamo approvato un Ordine del giorno per cancellare questa norma nel primo provvedimento utile a farlo. Il Governo alla fine ci ha dato ragione, mi auguro sia conseguente. Per finire, sempre sul fronte dei trasporti, è prorogato a fine marzo il termine per il pagamento del contributo per l’iscrizione all’albo nazionale degli autotrasportatori per conto terzi.

Una parte delle misure riguardano invece la Pa, in deroga alla normativa vigente e per soddisfare al meglio le esigenze di alcuni ambiti: l’amministrazione penitenziaria è autorizzata ad assumere 887 agenti tramite lo scorrimento delle graduatorie; l’Istituto superiore di sanità potrà bandire concorsi per l’assunzione a tempo indeterminato di 230 persone; vengono rinnovati i contratti a termine dei ricercatori Istat, fino alle procedure di concorso per l’assunzione e comunque non oltre la fine del 2019. Sempre per far funzionare meglio la macchina pubblica, il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) potrà destinare 30 milioni di euro per interventi urgenti e non rinviabili destinati a nuove sedi di uffici giudiziari. Sul fronte del lavoro, scelta senza dubbio fondamentale è stata quella di aver previsto la proroga dell’indennità di disoccupazione per i collaboratori (Dis-coll), ossia l’ammortizzatore sociale per i co.co.co o i lavoratori a progetto, che sarebbe scaduta a fine anno e viene invece “allungata” fino al 30 giugno 2017. La riforma del mercato del lavoro ha infatti previsto un uso residuale dei contratti atipici, favorendo il nuovo contratto a tempo indeterminato e prevedendo l’utilizzo dei co.co.co solo in casi particolari: al momento, però, ci sono molte decine di migliaia di contratti di questo tipo in essere, pertanto viene chiarito che il collaboratore che perde l’occupazione entro la fine di giugno potrà ancora beneficiare di un sostegno al reddito. In seguito la Dis-coll dovrebbe diventare strutturale attraverso la legge delega sul lavoro autonomo, in Aula questa settimana. Sostegno da 17 milioni di euro per il 2017 destinato ai trattamenti di integrazione salariale nel settore pesca (per supportare i redditi durante il “fermo pesca” obbligatorio per legge) e proroga al 31 dicembre per i contratti di lavoro a tempo determinato delle Province, al fine di garantire la continuità dei servizi (con particolare riguardo ai Centri per l’impiego) nel rispetto dei vincoli finanziari vigenti. Si stabilisce poi che, entro un limite di spesa pari a 117 milioni di euro, sia concesso un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria destinata ai lavoratori di imprese operanti in aree di crisi industriale complessa. Le università potranno prorogare fino al 31 dicembre, con risorse proprie e previo parere favorevole del dipartimento di afferenza, i contratti di ricercatore a tempo determinato, in scadenza durante l’anno, anche a coloro che non hanno ancora partecipato alle procedure di abilitazione scientifica nazionale. Per quanto riguarda il fisco viene estesa a tutto quest’anno la detraibilità del 50% dell’Iva pagata per l’acquisto di unità immobiliari residenziali di classe energetica A e B, mentre scompare dalla dichiarazione dei redditi 2018 l’obbligo di indicare gli estremi di registrazione del contratto di locazione a canone concordato che beneficia della tassa fissa al 30%. Da ultimo, ma importante, il Decreto stanzia ulteriori nuove risorse (32 milioni di euro) per i territori del Centro Italia colpiti dai recenti sismi, e contiene le proroghe sui rinvii dei versamenti fiscali per le zone franche emiliane, al fine di proseguire e terminare la ricostruzione dopo il terremoto del 2012.